RANA VERDE

Pelophylax synkl. esculentus (Linnaeus, 1758)

                                                                                                       Foto di Adriano De Stefano

                                                                                                    

Riconoscimento:

Anfibio di dimensioni medio-grandi (i maschi fino a 10 cm, le femmine anche 12-13 cm), con muso moderatamente appuntito, occhi sporgenti; la colorazione delle parti superiori è molto variabile, dal  verde, al giallo-verdastro al bruno, con maculature nerastre più o meno estese, talvolta fuse in bande longitudinali; spesso sono evidenti due pliche laterali ed una stria mediana lungo tutto il dorso; le parti ventrali sono biancastre, soprattutto nella gola, o marmorizzate, specialmente sui fianchi.

N.B. le rane verdi presenti in Italia settentrionale sono rappresentate prevalentemente da due forme (lessonae-ridibunda), in parte ibride, i cui caratteri esterni sono molto simili e la distinzione delle diverse forme è spesso assai difficile.

 

Distribuzione:

Rane verdi considerate con- specifiche a quelle presenti in Veneto sono diffuse nell'Europa centrale, fino al Mare del Nord e Mar Baltico, con isolate popolazioni in Gran Bretagna e Scandinavia. A sud raggiungono i Pirenei, la Francia meridionale, la Pianura Padana e i Carpazi. In Veneto queste rane sono diffuse in tutta la pianura, e in modo più frammentario nella fascia collinare e prealpina.

 

Biologia:

Insettivora, amante del sole, gregaria e piuttosto vocifera; vivono generalemente tutta l'estate in acqua, sono attive di giorno e di notte; in inverno escono dallo stagno e vanno a svernare nei boschi. Questa rana frequenta un'ampia varietà di raccolte d'acqua, anche se risultano più abbondanti presso bacini stagnanti relativamente estesi e assoltati. Possono  tollerare diverse condizioni chimiche e fisiche delle acque, anche molto eutrofiche e potenzialemente inquinate.

 

Conservazione:

Le rane verdi sono gli anfibi che maggiormente tollerano la alterazioni di origine antropica. Anche queste specie tuttavia hanno risentito della scomparsa o modifica delle zone umide e risultano inserite nell'allegato IV (per quanto riguarda la rana di Lessona) e V (rana esculenta) della Direttiva Habitat.

 

Specie simili:

Rana di Lessona, specie genitrice dell'ibrido, di difficile distinzione.